Edvard Grieg-Peer Gynt Roma 15-16 Novembre 2014

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Öèôðîâàÿ ðåïðîäóêèÿ íàõîäèòñÿ â èíòåðíåò-ìóçåå Gallerix (http://gallerix.ru)Seminario Roma 15 e 16 Novembre 2014
Edvard Grieg (1843-1907): Peer Gynt – musiche sul testo teatrale di Henrik Ibsen (1828-1906)
Conduttore Luigi Ferraro
L’ultimo seminario dell’anno 2014 a Roma ha visto un esiguo numero di partecipanti ma una conduzione a dir poco, eccellente.
Luigi cattura la nostra attenzione fin dall’inizio con una proposta giocosa di ascolto del Peer Gynt.
La proposta è questa:
Sulla lavagna c’è un tabellone con un disegno ad arco, tipo cattedrale, e all’interno 24 caselle, tipo piccole navate. Ad ogni navata corrisponde un numero progressivo, che ogni partecipante pesca da un sacchetto dove sono raccolti i foglietti con i numeri, ognuno dei quali corrisponde a sua volta ad altrettante cartelle con la descrizione delle 24 scene dell’opera di Ibsen. Si inizia dalla casella, ovvero navata, n. 1. Il possessore del numero uno legge la prima scena riferita al Peer Gynt. Alla lettura segue la musica ad essa corrispondente e la relativa meloritmia, dopo di che il lettore riassume in una parola la propria impressione, scrivendola nella navata. E così via fino alla 24^ scena.
Ognuno si diverte a leggere e come per magia emergono talenti recitativi inaspettati.
L’ascolto della musica cambia, però, l’atmosfera di giocosità. La musica è spesso seriosa, drammatica alcune volte. Ecco Il lamento di Ingrid. Esso invita ad una riflessione più profonda, perché Grieg eleva la vita dell’astruso Peer, promuovendolo di volta in volta ad una voluta superiore fino a comprendere: chi sono, da dove vengo, dove sto andando e cosa sto facendo. Ecco anche La morte di Aase. Eppure Peer oscilla tra faceto e sconsideratezza ( Danza di Anìtra, ad esempio); tra ingenuità e furbizia; tra spensieratezza, scherzi e giochi. Ecco, della Suite n.1 op. 46, Il mattino. Ecco la Danza Araba.
Infine l’eterno femminino, evocato più di una volta nell’opera, si rivela salvifico per il povero Peer, il quale, ormai vecchio e deluso, torna là da dove era partito. Ecco Il ritorno di Peer Gynt. La vita gli ha riservato dopotutto il piacere di essere affrancato da errori, furberie, ruberie e imbrogli, grazie alla preghiera costante di una donna fedele e paziente, che forse il povero uomo della strada non meriterebbe neanche, e ciononostante c’è finalmente l’avvicinamento al porto sicuro. Ecco la canzone di Solvejg. Ecco la Ninna Nanna di Solvejg. Pura poesia in musica.
A questo punto il tabellone è completo. L’uomo mediocre forse aspira a costruire la cattedrale interiore, ma all’interno di essa ci sono elementi della vita non sempre edificanti. E’ comunque il risultato di una vita, il viaggio dell’uomo in questa esistenza, che può diventare iniziatico quando, al crocevia, è chiamato a dar di conto al proprio Se, ovvero all’Anima. Ecco L’Inno di Pentecoste.
Anna e le altre alla fine del seminario, mi hanno detto: “è stato il più bel seminario in assoluto cui ho partecipato”.
Abbiamo molto apprezzato, come sempre, la dispensa sull’intera opera corredata del CD, che non manca mai nei seminari di Luigi, e il materiale che abbiamo utilizzato nel corso dei lavori.

“Il buon seminatore è colui che non si preoccupa tanto del raccolto quanto invece della qualità del seme”.
Carla Silla

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